Il buio oltre la siepe

Pubblicato il da mariellas

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io non volevo essere Scout,troppo estroversa, un maschiaccio, lingua lunga e troppo curiosa.

Stavo leggendo per la prima volta questo romanzo e non mi piaceva.

Dovevo farlo perché me lo avevano assegnato come compito, dovevo leggerlo, riassumerlo e trovare un senso anche critico se c’era.

Mi piaceva suo fratello Jem, intelligente molto più maturo della sua età e sicuro, una roccia su cui si poteva contare, sempre.

Lei no, mi infastidiva.

 

Poi mi sono innamorata di Atticus.

 

Da quel momento in poi, leggere il libro è stato facile e splendido.

Io in realtà ce lo avevo un papà cosi, riflettevo, certo non fa l'avvocato di mestiere, ma  come lui è onesto, cristallino, da il massimo per se e per gli altri.

Non risparmia predicozzi, e talvolta è brusco, non capisco bene i suoi rimbotti, ma so che ogni volta che avrò bisogno, ci sarà.

Atticus era mio padre e mi rendevo conto che Scout ero io.

Mi perdevo sempre con i ragazzini del quartiere, volevo giocare a pallone come i maschi, non me ne fregava proprio niente dei pettegolezzi di bambine, l’unica cosa che volevo era diventare grande.

Periodo incredibile per me gli anni dagli otto ai dieci.

Poi, piano piano sono cambiata.

Scusate se ogni volta che penso alla protagonista di uno dei miei libri preferiti, torno bambina, ma è esattamente questo l’effetto che mi fa.

Non è l’unica vi parlerò delle altre eroine che amo, perdindirindina!

 

Ho incominciato così  ad interessarmi agli altri, a quelli non uguali a me e di conseguenza alle disuguaglianze sociali  e civili che affliggevano e affliggono il nostro mondo, oggi più che mai.

Subito dopo lessi “Ragazzo Negro”di Wright e La Capanna dello zio Tom”.

 

 In quel momento  cominciavo a capire che tipo di persona volevo essere.

 

 

Atticus mi ha lasciato soprattutto due insegnamenti in due frasi che ho fatto mie:

 

1) “Non si conosce davvero un uomo se non ci si mette nei suoi panni e non ci si va a spasso.”

2)  “Quasi tutti sono simpatici, quando finalmente si riescono a capire”

 

Allora vi chiedo, cosa ne pensate siete d’accordo?

 

E voi attraverso quali occhi e quali parole avete scoperto gli altri, quale libro per primo vi ha fatto realmente pensare a che tipo di persona volevate diventare?

 

link 

Nel link un pezzetto del film tratto dal romanzi con un  Gregory Peck superlativo...

 

e una canzone...Walk On

 

Con tag letteratura

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Mariella s 09/20/2011 21:35


Cara Rue,

benvenuta nel clan delle fanciulle stigmatizzate perché la loro timidezza e riservatezza, viene spesso scambiata per superiorità.

Questo perché si viene spesso giudicati solo dalle apparenze.



Grazie per il tuo contributo, hai dimostrato parlando di te, come l’esempio concreto della propria famiglia, ci rende migliori e ci stimola.

Ci illumina e ci fa sperare per il futuro.


Ruecambon 09/20/2011 21:34


Vittima di un pregiudizio? Forse sì, forse lo sono stata e lo sono tuttora (in ufficio, purtroppo). Ma posso anche dire che forse me lo merito, chissà... perchè sono timida e riservata e molti
credono invece che io sia saccente e presuntuosa. Forse non riesco neppure io a togliermi di dosso questa etichetta o forse, piu'' prosaicamente, non mi pesa piu'' di tanto il giudizio di chi me
l''ha affibbiata...

Certo, cara Mari, nella vita ci vuole coraggio per resistere, per trovare la forza di andare avanti perchè per tutti arriva il momento in cui la strada diventa davvero difficile...

Gli amici, i partner, la famiglia aiutano, eccome. Ma io mi rendo conto che in molte occasioni ho potuto davvero solo contare su me stessa, perchè per quanto amorevoli e carezzevoli fossero le voci
che mi attorniavano, dovevo trovare io, io soltanto la soluzione per non affondare.

Ci vuole fegato nella vita, lo hai detto tu, Mari. A volte anche spalle belle larghe per il "groppone" che ti ritrovi a trascinare. Ma se non avessimo anche la testa, come faremmo a fare tutto
cio''? E allora sì, eccoli lì i libri, i saggi, la scuola, l''università a soccorrere, a lenire le ferite, a suggerire un''idea, a guardare "oltre la siepe" del giardino della nostra casa... Senza
"Delitto e castigo" io sarei un''altra persona. Ne sono certa. Ma anche senza i genitori che ho avuto: ora che ho 37 anni lo posso dire anche con un velo di malinconia... Non c''erano tante parole,
ma c''erano i fatti, l''operato di ogni giorno, la fatica e la gioia di chi metteva l''anima in tutto quello che faceva. Il senso della fatica, la necessità di farla per raggiungere uno scopo, la
soddisfazione di avercela fatta quando quello che avevi in mente era finalmente lì, sotto i tuoi occhi. Senza dimenticare di tenere la mano pronta ad aiutare chi ancora non ce l''aveva fatta... E''
questa l''eredità più preziosa che mi sia arrivata. E che un giorno spero di lasciare a qualcun altro...


Anna 09/20/2011 21:34


Mari, non è arrivato nulla neanche a me...

Secondo me si farebbe prima con i piccioni viaggiatori...

Bacii


Mariella s 09/20/2011 21:34


Anna, ho letto il tuo messaggio.

Ti ho risposto via mail.


mariella s 09/18/2011 17:11


Anna, non ho ricevuto nulla...