GLI IRLANDESI DEL MIO CUORE 1° PARTE

Pubblicato il da mariella s

E dai Mari, parlaci dei tuoi amori, della musica che ti scorre nelle vene, che libera tutto il tuo dolore e la rabbia.

Che ti commuove fino alle lacrime, che ti fa ridere, che ti fa amare.

Allora devo tornare indietro di oltre trent’anni.

 

Uno è l’amore, uno è il  sangue, una la vita, cerca di fare cio’ che ti è possibile.

 

“Gli irlandesi sono i neri d’Europa, i ragazzi di Dublino sono i neri d’Irlanda, e coloro che vivono nella zona nord di Dublino sono i neri di Dublino.”

 

I passi di Larry risuonano duri e veloci nel corridoio della scuola.

 

Ci ha pensato tutta la notte e ora ha deciso, lascerà sulla bacheca un avviso per cercare dei ragazzi che vogliano fare musica in gruppo e che la amino appassionatamente come lui.

 

Si incontrano  e si piacciono, i cinque ragazzi; oltre Larry Mullen ci sono Paul Hewson, Dave e Dick Evans, Adam Clayton.

 

 

Nasce il gruppo: i Feedback.

 

Cominciano a suonare nella loro  stessa scuola la Mount Temple School di Dublino, la scaletta prevede alcune covers famose, canzoni di David Bowie e dei Rolling Stones.

Successivamente cambiano il nome in The Hype e suonano in Chiesa, ovunque con tanta e tanta rabbia addosso.

 

Ognuno di loro si sentiva profondamente irlandese e nero, nerissimo.

 

Dick poco dopo abbandona il complesso, per fondarne uno suo…buona fortuna!

 

Una data che attraversano sarà fondamentale per il loro futuro: è il 30 gennaio 1972 Paracadutisti britannici uccidono 13 dimostranti cattolici a una marcia per i diritti civili a Derry, Irlanda Del Nord ( la cosiddetta Domenica di Sangue): i neri d’Irlanda non la dimenticheranno mai e neanche noi grazie alla loro musica.

 

Continuano negli anni seguenti ad esibirsi ovunque nel loro paese, si indebitano e Paul va a Londra alla ricerca di qualcuno che creda in loro e gli faccia pubblicare il primo disco.

 

 

Va avanti lui, a muso duro allora e per sempre.

 

In quel periodo si esibiscono in sei concerti che diventeranno leggendari al Dandelion Market di Dublino.

Quello che cantano e come cantano, attrae sempre di più i giovani e nel 1979 riescono a pubblicare il primo EP con CBS.

 

Qualche riserva la casa discografica l’aveva, erano troppo fuori moda per essere alla moda e troppo difficili per chi era fuori moda.

Molte persone li avrebbero seguiti, stavano cavalcando in uno spazio aperto e desolato; non sapevamo ancora se ci saremmo persi con quei quattro irlandesi pazzi e disperati, ma perché non provarci?

 

Nel 1981 esce “Boy,” un viaggio attraverso la loro anima, che si apre con una canzone che Paul ha scritto pensando a sua madre Iris, morta quando lui aveva 14 anni, troppo presto.

I Will Follow  ( io ti seguiro’); è la canzone dell’album che io ho amato di più, la canzone scritta con il rimorso vero di un figlio che si rimprovera di non essere stato accanto alla madre nel momento in cui lei aveva più bisogno, troppo giovane e sventato.

 

Nell’album poi, c’è anche la prima canzone d’amore dedicata a quella che diventerà sua moglie Ali.

Another Time, Another Place. ( Un altro tempo, un altro luogo)

mi sono svegliato con una sensazione mai provata prima, nel sonno ho scoperto la persona giusta. Sarò con te ora.Distesi in un altro tempo in un altro luogo.

 

 

 

Paul, timidissimo, scriverà pochissime canzoni d’amore nella sua vita, tutte dedicate alla donna della sua vita e madre dei suoi quattro figli.

 

Lo stesso anno esce “October”, l’album dello spiritualismo.

E’ la loro fase mistica, tutti i brani ne risentono.

Da Gloria a Tomorrow.

La mia preferita è Fire, scalda il corpo e il sangue e la voce di Paul sgomenta.

“ c’è un fuoco dentro di me e io sto per cadere”.

 

Ma io anche qui, non c’ero ancora. Li scopro in realtà ascoltando, inizialmente di sfuggita, una canzone dell’album successivo “War”.

 SUNDAY BLOODY SUNDAY

Non riesco a credere alle notizie oggi, non riesco a chiudere gli occhi e a scacciarle via;

quanto ancora, quanto ancora dovremo cantare questa canzone?

 


Naturalmente io qui c'ero a cantare...

 

 

Ero in macchina, nella piazzetta della mia città, punto di ritrovo di tutti i ragazzi, e ascolto una canzone che sembra una macchina da guerra, apocalittica.

 

Quella canzone disperata, che ancora oggi rappresenta uno dei loro brani più politicizzati è una dichiarazione di parte.

Non un canto di rivolta, ma una razione emotiva ad una situazione politica e civile ormai estenuante, ci si chiedeva per quanto tempo ancora si andrà avanti?

Una considerazione quindi, non c’era una risposta allora.

 

E VOI, OGGI AVETE UNA RISPOSTA DA DARE?

 non vi sembra che ci sia qualche similitudine con i nostri giorni amari?

 

I quattro ragazzi di Dublino sono: Bono (Paul), The Edge (Dave), Larry e Adam ovvero, gli U2.

 

 

 

 

 

 

 

Con tag Musica

Commenta il post

maxi 10/08/2011 23:17


Conoscete il sito http://www.viaggilastminute.altervista.org ? io lo trovo davvero semplice e completo come sito di comparazione prezzi viaggi on line


mariella s 10/08/2011 23:53



Ciao Maxi!


Non lo conoscevo, ma adesso grazie alla tua segnalazione andrò  a guardarlo di sicuro.


Io comunque, organizzo tutti i miei viaggi su expedia.it e controllo le recensioni di alberghi e ristoranti su tripadvisor.


 


Buona serata



Arnika 10/02/2011 15:58


Ciao Mari,
hai visto questo? http://www.vanityfair.it/show/musica/2011/10/02/u2-bono-sciogliere-band-one
È troppo incredibile che proprio mentre parlate di One, appaia questa notizia su VF.it!!!! ghghghghghgh
Buona domenica!


mariella s 10/02/2011 22:38



Si Arnika ho visto, proprio quando stavo scrivendo il post nuovo.


Che ora ho pubblicato.


Grazie e buona serata.



mariella 10/02/2011 12:52


Volevo dire, del mio primo post sui miei irlandesi...anche se ogni tanto dimentico che Adam è inglese di origine, come Dave.
Ma sono cresciuti li e per me sono irlandesi anche loro.


mariella 10/02/2011 12:51


Anna, arrivo a One presto.
La frase iniziale del mio primo post era un riferimento a quella canzone!

a presto


Anna 10/02/2011 11:34


Mi piace tantissimo ONE, però!!

ONE LIFE
ONE LOVE
SISTERS
BROTHERS

Impareremo mai veramente a vivere insieme sentendoci tutt'uno con gli altri, di qualsiasi nazione, credo religioso essi siano??
Perchè come dicevano Tozzi, Raf e Ruggeri tanti anni fa.....GLI ALTRI SIAMO NOI!!!
Buona domenica, Mari!!
Un abbraccio grande!:-)